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INCHIESTE: Report Annuale - L'Agenzia Giada festeggia 10 anni di attività e guarda al futuro

Il Progetto Giada rilancia dopo aver chiuso il primo decennio con dati di estremo ottimismo sulla qualità di salute della valle dell’Agno e del Chiampo, è pronto il programma che prevede la prosecuzione delle attività di monitoraggio e nuove iniziative nella logica della salvaguardia ambientale.

“Dieci anni fa –commenta Antonio Mondardo, presidente dell’Agenzia oltre che assessore provinciale all’ambiente - ci hanno dato dei visionari quando con Arpav abbiamo deciso di migliorare i parametri ambientali del distretto della concia, uno dei più produttivi e compromessi d’Italia. Con noi ci hanno creduto 17 Comuni (Alonte, Altissimo, Arzignano, Brendola, Castelgomberto, Chiampo, Crespadoro, Gambellara, Lonigo, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Montorso Vicentino, Nogarole, San Pietro Mussolino, Sarego, Trissino, Zermeghedo) e gli imprenditori locali. Una sinergia che ha trasformato il nostro obiettivo in realtà."
Il punto dopo il primo decennio
La realtà è che in dieci anni sono stati costantemente monitorati lo stato dell’aria e dell’acqua, i rifiuti, il suolo, i campi elettromagnetici e l’inquinamento acustico.

Acqua - Gli scarichi idrici dei cinque depuratori sono stati convogliati in un unico collettore che scarica ora a Cologna Veneta, quindi al di fuori della fascia di ricarica dell’acquifero. I corsi d’acqua sono biomonitorati attraverso i muschi acquatici oltre che con le centraline tradizionali. Dal 2006 è operativo un accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente che prevede obiettivi di riduzione dei carichi inquinanti, anche attraverso tecniche che intervengono sui cicli di produzione.

Il risultato è che cloruri e solfati sono diminuiti di un terzo. Il cromo si è addirittura dimezzato, così come i Solidi Sospesi Totali, a significare sia il minor uso di prodotti chimici in azienda così come la bontà dei sistemi di depurazione presenti nel distretto.

Aria – Il consumo di solventi è passato dalle 18.500 tonnellate nel 1996 alle 6.700 del 2010. Il trend è in continuo miglioramento, così come i dati relativi alle ricadute dei solventi al suolo, passate nelle aree abitate a confine tra zona industriale e abitativa dai 120 microgrammi al metro cubo agli attuali 22, ben al di sotto della soglia dei 50.

Rifiuti – La produzione dei rifiuti nei settori della concia e del marmo rappresenta un terzo del totale prodotto a livello industriale nel vicentino. L'eccellenza in questo caso va comunnque individuata nella gestione dei rifiuti solidi urbani, con percentuali di raccolta differenziata superiori al 60%, con materiali destinati al recupero o al riciclo, ed una produzione pro-capite pari a 366 kg a persona, ben al di sotto dei 417 kg del vicentino e dei 488 veneti.

Certificati – Nel 2007 il distretto conciario ha ottenuto l'attestato Emas per Ambiti Produttivi Omogenei, successivamente confermato, quale riconoscimento per i risultati raggiunti sul fronte della tutela ambientale e per avere elaborato un modello di sviluppo eco-sostenibile unico in Italia. Nel 2009 è stato il turno del Comune di Montecchio Maggiore che ha ottenuto la certificazione Iso 14001 e nel 2011 a tre aziende è stato riconosciuto l’Epd (Environmental Product Declaration) valido a livello internazionale.

E' possibile scaricare il documento completo del report 2011 alla sezione: Documenti / Report annuali



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Sito aggiornato il 20/07/2018