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Inchieste

INCHIESTE: il bilancio idrogeologico della Valle del Chiampo

Presentati i risultati conclusivi derivanti dall’analisi su 58 pozzi nell’Ovest Vicentino. L’agenzia vuole controllare la situazione di sfruttamento delle falde e individuare eventuali patologie causate dall’attività industriale.

Potenziare la conoscenza del sistema idrologico del distretto della concia, analizzando l’impatto sullo stato qualitativo delle falde sotterranee da parte dei poli produttivi è l’obiettivo dell’ultima analisi condotta da Agenzia Giada. Il rapporto conclusivo relativo alla situazione degli acquiferi del sistema “Chiampo-Agno-Guà” e delle falde in pressione di Almisano, diretto in collaborazione con il Centro Idrico Novoledo, ed il supporto tecnico di Land Technology & Services e Sinergeo, presenta un disegno generale della condizione idrica dell’Ovest Vicentino, in cui lo sfruttamento della risorsa idrica è sempre stato particolarmente elevato, tanto da far registrare, in 60 anni, una diminuzione del carico piezometrico di 5 metri della falda di Almisano. A seguito di una prima fase del progetto, condotta nel 2004, che aveva permesso di definire un bilancio idrogeologico preliminare e di organizzare una campagna di monitoraggio qualitativo, la seconda fase ha consentito di sviluppare un’analisi ancora più dettagliata e approfondita della situazione, aggiornando in maniera sostanziale le informazioni riguardo agli emuginamenti privati e inserendo alcuni dati riguardanti i pozzi ad uso domestico. Accrescere il livello di informazioni sulle possibili interconnessioni tra acquiferi nel sistema fratturato (roccia) e le falde del sistema poroso; estendere l’approccio di “bilancio statico” alla previsione di trend di sostenibilità, ponendosi l’obiettivo di implementare un modello matematico calibrato con finalità predittive; riorganizzare la rete di monitoraggio qualitativo intensificando i punti di controllo a valle delle potenziali “sorgenti” di inquinamento: questi gli obiettivi previsti per la seconda fase del progetto.
È stato effettuato un approfondimento delle varie tematiche mediante acquisizioni sperimentali e documentali per valutare il grado di sfruttamento indotto dai consumi idrici derivanti dai diversi utilizzi, civili e industriali, del sistema delle falde nelle Valli del Chiampo e dell’Agno. Si sono rivelati positivi i risultati per quanto riguarda le precipitazioni efficaci, le dispersioni dei corsi d’acqua e i contributi sotterranei dall’ammasso roccioso. Negativi invece i dati inerenti all’evapotraspirazione, al deflusso sotterraneo in uscita e agli emungimenti e le captazioni. Inoltre, sul merito della caratterizzazione qualitativa del sistema idrogeologico del distretto Giada, è stato effettuato uno studio specifico, finalizzato a chiarire il grado di pressione ambientale esercitato sulle risorse idriche da parte dei fenomeni. Per facilitare il controllo dei dati è stato creato uno strumento informatico di catalogazione ed analisi delle informazioni ambientali, ad oggi impiegato dall’ente competente per la gestione dei dati. Il database dei siti contaminati è stato organizzato sulla base dello schema dell’Analisi del Rischio tenendo conto delle caratteristiche specifiche del sito e della contaminazione: anagrafe del sito, sorgente, percorsi e bersagli. L’analisi ha raccolto ed elaborato i dati di qualità dei pozzi d acquedotti che vengono monitorati dai gestori del S.I.I.: 13 pozzi nella Valle dell’Agno (AVS Spa), 13 pozzi nella Valle del CHiampo (Acque del Chiampo Spa e Medio Chiampo Spa); 7 pozzi nel bacino di Almisano (ex-CISIAG). Inoltre, è stata realizzata una campagna di monitoraggio ad hoc nell’anno 2009, che ha riguardato 58 pozzi (34 privati e 24 di acquedotti) su una superficie di circa 160 km².
La principale proposta conclusiva emersa dall’analisi di questi dati è l’esigenza di avviare una raccolta e un conseguente metodico trattamento delle informazioni di tipo quali-quantitativo nei sistemi idrologici del distretto, individuando il soggetto cui affidare l’attività di monitoraggio e le modalità di finanziamento. Agenzia Giada intende proseguire la sua attività finalizzata alla verifica della sostenibilità, nel medio-lungo periodo, del grado di sfruttamento della risorsa idrica e della sostenibilità dei carichi potenzialmente inquinanti che insistono nell’area di ricarica. Azioni che il progetto intende perseguire soprattutto per poter individuare iniziative che mitighino eventuali effetti negativi.

Si rinvia per la visione dell'allegato alla sezione: Documenti/Trattati/Rapporto conclusivo sul progetto falde dell’ovest vicentino


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Sito aggiornato il 15/10/2018